“Le nuove linee guida per il contrasto del randagismo, approvate dalla Giunta regionale della Sicilia, sono una vera e propria dichiarazione di guerra a tutti coloro che hanno a cuore la tutela animale. Infatti, il documento non si configura come opportuno strumento per il contenimento del randagismo, ma è come una mera relazione riepilogativa delle condizioni del randagismo siciliano e un’elenco di principi astrattamente giusti, che vengono poi incredibilmente disattesi nello stesso documento. Le uniche regolamentazioni minuziose sono rivolte, guarda caso, a limitare l’azione dei volontari, che già operano in condizioni difficili. Come se non bastasse, nelle linee guida non si rinviene una sola indicazione concreta circa le modalità di incentivazione delle adozioni nei canili – addirittura vengono scoraggiate quelle che vengono definite le “adozioni forzate”, cioè quelle dettate da motivi compassionevoli -, né vengono definite con chiarezza competenze e responsabilità delle Asp nell’attuazione di piani straordinari di controllo e sterilizzazione dei cani. E, nonostante il documento regionale dia proprio alle sterilizzazioni un ruolo centrale nel controllo della diffusione del fenomeno del randagismo, le linee guida sembrano minare alle fondamenta la possibilità di contrastare seriamente il randagismo attraverso questa pratica. Inoltre, manca un concreto indirizzo sull’incentivazione del censimento canino, facendo addirittura affidamento sull’esoso strumento di droni e videocamere, che chissà con quali risorse verranno acquistati dagli enti competenti, inclusi i Comuni. Quanto alle strutture di ricovero, il documento regionale sembra focalizzare l’attenzione sulle strutture “non ufficiali”, le quali presentano carenze strutturali e problemi di sovraffollamento, per cui è certamente necessaria un’intensa attività tesa alla loro riqualificazione, ma vanno anche controllate le strutture ufficiali che presentano situazioni di sovraffollamento: realtà che nelle linee guida viene sottovalutata. Quanto all’accesso nelle strutture da parte dei volontari, da un lato si afferma che questi dovrebbero accedere senza bisogno di speciali procedure e autorizzazioni presso i rifugi per il controllo della gestione delle strutture medesime, ma dall’altro vengono imposti vincoli stringenti, laddove si prevede che le visite devono essere autorizzate da un medico del servizio veterinario e gestite da personale specializzato e che chi intende frequentare il rifugio deve fare un corso di formazione. Anche in tal caso, previsioni corrette solo sulla carta finiscono per rendere più complicato l’accesso dei volontari nei rifugi. Riassumendo, le indicazioni più severe sono anche quelle che limitano le attività del volontariato. Allo luce di tutto questo, chiediamo al presidente Musumeci di tornare sui propri passi, e procedere alle modifiche e all’integrazione delle linee guida, convocando il nostro partito e le associazioni animaliste”.

Così, in una nota, il segretario nazionale di “Rivoluzione Animalista”, Gabriella Caramanica.

“Provvedimenti pro lobby venatorie in Veneto, ampliamento della caccia in Lombardia, il ministro Centinaio che vuole il cinghiale sulle tavole dei ristoranti. Intanto, animali ed essere umani muoiono in conseguenza diretta o indiretta di una carneficina chiamata caccia. Questo è il vero volto della Lega e del suo leader Matteo Salvini, che, una volta al potere, rinnegano le promesse da campagna elettorale e prestano il fianco alla casta dei cacciatori. Salvini che – danno che si aggiunge alla beffa -, con la sua faccia di bronzo cerca pure di raggirare il popolo degli animalisti, nominando in maniera spot referenti con presunte deleghe animali, che di criticità del mondo animalista non sanno assolutamente nulla. Una contraddizione politica, un comportamento arrogante che la dice lunga sulla inesistente trasparenza ideologica e programmatica del vicepremier, che rifiuta persino di incontrarci, nonostante siano due mesi che bussiamo alla sua porta. Cosa dobbiamo fare affinchè Salvini ci accolga e ascolti le istanze di milioni di italiani, che hanno a cuore i diritti degli animali? A questo punto, Rivoluzione Animalista – unico partito in Italia a completa tutela degli animali – chiede con forza un confronto pubblico con il ministro degli Interni, alla presenza di opinione pubblica e stampa: Salvini deve smetterla di scappare dalle sue responsabilità”.

Così, in una nota, il segretario nazionale di Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

“Condanniamo con assoluta fermezza quanto accaduto nelle scorse ore a Vibo Valentia, dove un cane è stato sgozzato e legato alla porta d’ingresso di un negozio di abbigliamento. Un atto disumano, becero, intimidatorio, che non può e non deve essere sottovalutato. Ci auguriamo che inquirenti e forze dell’ordine chiariscano presto le dinamiche dell’accaduto e consegnino alla giustizia gli autori di questo vile gesto criminale. Inoltre, chiediamo al sindaco di intervenire, denunciare l’accaduto e costituirsi parte civile in un eventuale processo, in quanto massima autorità locale di pubblica sicurezza e tutela animale. La tragedia di Vibo Valentia, dunque, riaccende l’attenzione sulla necessità di inasprire sanzioni e pene, come avviene in altri Paesi anche della Comunità Europea, nei confronti di chi abbandona un animale o ne provochi dolore fisico e psichico”. Così, in una nota, il segretario nazionale di Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

“Si continua a morire a causa della caccia nel grave silenzio istituzionale del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e del ministro degli Interni, Matteo Salvini. Nelle scorse ore una nuova tragedia, stavolta a Canale Monterano, in provincia di Roma, dove un cacciatore ha sparato un colpo di fucile, pensando che fosse un cinghiale ma colpendo a morte un anziano. Siamo di fronte a una tragedia immane, che si sarebbe potuta e dovuta evitare. Invece, sistematicamente ci ritroviamo a commentare episodi di cronaca, con le istituzioni indifferenti al problema e silenziosamente vicine alle logiche dei cacciatori. Pretendiamo dal governo e dalla Regione Lazio una forte presa di posizione e, soprattutto, di coscienza: la caccia prefigura soltanto una carneficina di animali e cagiona forti rischi alla incolumità delle persone”. Così, in una nota, il segretario nazionale del partito “Rivoluzione Animalista”, Gabriella Caramanica.

La Lega si conferma nemica degli animali anche in Veneto. Ormai non sorprende più il totale cambio di rotta della truppa di Salvini e compagni che, una volta al governo del Paese o di una Regione, gettano la maschera e si piegano agli interessi delle lobby venatorie. Succede, appunto, anche in Veneto dove i leghisti hanno presentato una proposta di legge che spiana la strada all’abbattimento dei lupi. Una proposta di legge che Rivoluzione Animalista rispedisce al mittente, considerandola scandalosa, illogica e palesemente incostituzionale. Un potenziale spreco di tempo e, quindi, di soldi pubblici visto e considerato che i consiglieri regionali del Veneto sono impegnati nella discussione di un provvedimento, quello anti-lupo, che potrebbe venire impugnato dal governo e cassato da qualche tribunale. Ci chiediamo dunque le ragioni di questa inutile forzatura che appare più come un messaggio politico ai cacciatori: “Tranquilli, signori, la Lega è al vostro fianco”.

Così, in una nota, il segretario nazionale di “Rivoluzione Animalista”, Gabriella Caramanica.

“Quando la tutela degli animali diventa spicciolo terreno politico per racimolare voti per poi cadere nel dimenticatoio una volta al potere. Hanno imparato presto grillini e leghisti che, oggi alla guida del Paese, hanno calato un velo pietoso sulla difesa dei nostri amici a 4 zampe, ponendo il fianco agli interessi dei cacciatori. Quello che ci rammarica maggiormente è il comportamento del ministro degli Interni, Matteo Salvini, lo stesso che si fa fotografare con un cagnolino in mano per qualche like sui social e poi si gira dall’altra parte di fronte ai danni, causati ad animali ed essere umani dalle lobby venatorie. “Rivoluzione Animalista” gli ha chiesto un incontro istituzionale per parlare, discutere, capire la reale posizione del governo gialloverde sulla tutela animale. Risultato? Sono quasi due mesi che Salvini ci ignora: non ci dice né di sì, né di no. Prende tempo, nasconde la polvere sotto il tappeto, nella evidente consapevolezza del nulla cosmico di questo governo. Ministro Salvini, ha paura di riceverci? Noi rimaniamo a disposizione, anche in politica la speranza è l’ultima a morire”.

Così, in una nota, il segretario di Rivoluzione Aminalista, Gabriella Caramanica.

“La Lega getta la maschera e si conferma amica intima delle lobby venatorie. Mentre il ministro Centinaio vuole sempre più cinghiali nei ristoranti italiani e il vicepremier Salvini non proferisce parola di fronte alle morti animali e alle tragedie umane, dovute alla caccia, in Lombardia accade l’incredibile: il Carroccio vuole liberalizzare la caccia alla volpe sul territorio regionale. Un provvedimento vergognoso, scandaloso, che conferma il voltafaccia dei leghisti di fronte alla comunità: in campagna elettorale, pur di accaparrarsi qualche voto, sono i più strenui difensori dell’ambiente e degli animali, mentre una volta al potere si rimangiano tutto, diventando fedeli alleati dei cacciatori. Un comportamento inopportuno e illogico che Rivoluzione Animalista condanna con forza, promettendo il massimo impegno e la massima attenzione per la tutela della volpe: in Lombardia come in tutta Italia”.

Così, in una nota, il segretario nazionale di Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

“In queste ore tanti giornalisti sono in piazza per tutelare la libertà di stampa e contrastare la deriva di un linguaggio della politica fatto di insulti e minacce nei confronti di chi quotidianamente lavora per raccontare la società italiana. Un linguaggio illogico, fuori luogo, che Rivoluzione Animalista condanna con fermezza, esprimendo al contempo solidarietà ai tanti giornalisti italiani, molti dei quali impegnati a sviscerare storie di maltrattamenti nei confronti dei nostri amici animali. Noi siamo dalla parte della libertà di stampa, un principio costituzionalmente riconosciuto che va protetto e valorizzato”. Così, in una nota, il segretario nazionale di Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

“I tre cani trovati impiccati a Galati Mamertino, comune in provincia di Messina, rappresentano una vicenda orribile, disumana, frustrante. La fotografia disgustosa di una società malata, che ha estremo bisogno di un radicale cambio di mentalità: da attuare sia con una forte sensibilizzazione sulla tutela dei diritti animali, sia con nuovi modelli legislativi più severi e concreti. Non bastano, come accade oggi nel nostro ordinamento, poche disposizioni per la tutela dei nostri amici. Serve un testo unico degli animali, che disciplini in maniera certa le condotte penalmente rilevanti, partendo dal principio che gli animali sono esseri viventi, senzienti e non beni mobili, come prevede adesso la legge. Sui reati contro gli animali, purtroppo, c’è ancora molto da fare e noi su questo ci stiamo battendo, al fine di evitare il ripetersi di tragedie come quella di Galati Mamertino. Su quest’ultima auspichiamo sia fatta immediata chiarezza dalle autorità competenti e siano consegnati alla giustizia gli autori di questi deprecabili maltrattamenti”. Così, in una nota, il segretario nazionale di Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica.

(Fonte foto: www.messinaoggi.it)

“Siamo sconcertati e arrabbiati per il voltafaccia del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che prima vieta la caccia, in seguito all’emergenza maltempo che ha colpito nei giorni scorsi il territorio, e poi, quasi folgorato sulla via di Damasco, si rimangia tutto e revoca il provvedimento con la sola esclusione dell’alto vicentino e del bellunese. Si tratta di un cambio decisionale vergognoso e illogico, che colloca l’amministrazione regionale come nemica degli animali selvatici e amica delle lobby venatorie, che adesso staranno stappando lo champagne per la scelta del presidente della Regione Veneto. Insomma, Zaia getta la maschera ma Rivoluzione Animalista continuerà a opporsi a simili prese di posizione, dannose per gli animali e per la pubblica incolumità”. Così, in una nota, il segretario nazionale del partito “Rivoluzione Animalista”, Gabriella Caramanica.